Cattedrale tra i boschi

Cattedrale tra i boschi

Percorrendo i sinuosi tornanti che dividono Calasca dalla frazione di Antrogna non si può non scorgere l'imponente sagoma della Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant'Antonio Abate, anche conosciuta come Cattedrale tra i boschi. Nel cuore della Valle Anzasca è un incontro inusuale, tanto per le immense dimensioni – considerato il contesto paesaggistico che la accoglie – quanto per le storie che questo luogo di culto racconta ai visitatori più attenti.

La chiesa originaria è databile al XV secolo e fu ampliata tra il 1568 e il 1634, ma solo nel XVIII secolo inizia la costruzione della vera “Cattedrale tra i boschi”, terminata nel 1797, oggi monumento nazionale.

Imponente all'esterno, ricca di testimonianze artistiche e sontuosa negli interni, la Chiesa dedicata al Santo protettore del fuoco stupisce e meraviglia. All'interno è caratterizzata da tre navate a volta, sostenute da sei colonne di sasso e da due poderosi pilastri. Splendidi gli affreschi dai colori vivaci, le decorazioni, le sculture, i pregiati marmi degli altari che dialogano in armonia con il pavimento in beola.

La facciata esterna è rivestita da pietre a vista, squadrate e lineari, mentre la copertura è composta dalle piode, caratteristiche pietre locali utilizzate per i tetti tradizionali della Val d'Ossola. La possente facciata risulta più leggera grazie a numerosi riquadri e lesene di abbellimento che impreziosiscono le pareti. Ciò che stupisce è l'armonia che caratterizza la struttura nel suo insieme: le mensole scolpite a mano, la splendida abside tondeggiante e l'imponente cupola che la sovrasta contribuiscono a creare un equilibrio strutturale davvero stupefacente.

Il 15 luglio 1805 la Milizia di Calasca condecorò l’arrivo dalle Catacombe di Roma del Corpo di San Valentino, giovine soldato e martire di Nerone, che da allora viene festeggiato la seconda domenica di agosto di ogni anno.

Incisioni sull'esterno della Cattedrale ricordano il patrono, Sant'Antonio Abate: sull'architrave in pietra del portone centrale appare la scritta Divo Antonio Magno populus Calaschae, mentre sopra le porte laterali sono incise le date di inizio (Coeptum anno 1791) e di fine costruzione della chiesa (Perfectum anno 1797).