La via del pane

La via del pane

CALASCA CASTIGLIONE

Le frazioni di Calasca Castiglione costellano, con piccoli gruppi di splendide case in pietra, un territorio terrazzato molto esteso: questi antichi terrazzamenti, realizzati con cura, ospitarono per lungo tempo coltivazioni di patate, segale, mais ed altro e ogni frazione era dotata di un forno comunitario per la cottura del pane.

La Via del Pane è un meraviglioso itinerario adatto anche agli escursionisti meno esperti (tempo di percorrenza di circa 5 ore), che si sviluppa attraverso piccoli centri rurali e incantevoli paesaggi; la buona cartellonistica posizionata lungo il percorso permette al camminatore di orientarsi e apprendere la storia di questo territorio.

Un viaggio, rigorosamente a passo lento, alla scoperta della più autentica cultura alpina, tra forni, mulini, oratori e altre testimonianze della vita rurale anzaschina.

 

L'itinerario parte dalla frazione di Colombetti, borgo citato spesso come "esempio dell'Ossola in pietra" e vera perla architettonica di questa terra alpina.

Si prosegue verso la Chiesa Parrocchiale di Castiglione dedicata a San Gottardo e si percorre una porzione della Strà Granda, per poi spostarsi lungo la mulattiera che porta a Pecciola, dove sorge la bella cappella della "Madonna del buon consiglio". Si giunge quindi a Porcareccia, con i suoi boschi di castagni, e poi a Olino, che rappresenta un punto cardine della Via del Pane: ospita infatti due forni frazionali oltre ad una sala che un tempo era riservata alla preparazione degli impasti. Olino aveva anche il suo torchio comunitario e due mulini: in sostanza la piccola frazione aveva tutti gli strumenti per garantire ai propri abitanti una totale autosussistenza. Le origini di questa frazione risalgono al 1200 e il borgo è un vero e proprio gioiello di architettura rurale.

 

Il percorso della Via del Pane conduce ora ai quasi 1000 metri di altitudine di Drocala: attraverso un prato recintato con muri a secco (anche conosciuto come "cimitero pagano"), si raggiunge questo

splendido alpeggio e grande borgo che nel 1500 rappresentò il centro principale del territorio, prima della nascita di Castiglione (affascinante il piccolo e antico oratorio dedicato alla Visitazione).  Da qui l'itinerario si divide: un sentiero largo si mantiene in quota per raggiungere le frazioni di Villasco (si incontra il mulino "dul Gabriel", in funzione fino alla metà del novecento, e un forno ancora in uso), Cresta, Pero (diversi i forni di questa frazione ancora funzionanti), Spagnoli, Selvavecchia (si possono vedere ruderi di forni, di torchi per l'olio di noci e le vinacce e alcune macine in sasso  testimonianze di una vivacità produttiva tipica dei secoli passati), Borca di Castiglione (da qui si gode di uno splendido panorama sulla vallata) e Miggianella, dove sorge l'oratorio ritenuto il più antico della valle e dedicato a San Carlo Borromeo.

Un sentiero più breve scende invece velocemente e ritorna direttamente a valle seguendo l’indicazione per Ielmala, ultimo grazioso borgo antico del percorso con il piccolo ed elegante oratorio dedicato alla Madonna del sangue di Re e l'immancabile e ben conservato forno. Dopo Ielmala il percorso permette di proseguire a mezza costa, sfiorando la chiesa, per raggiungere Castiglione ed unirsi infine nel percorso dell’andata.

All'interno del percorso, molte sono le  frazioni raggiungibili in auto e questo permette di variare o accorciare il percorso in base alle proprie esigenze.

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